Il Voodoo è da sempre una religione affascinante e piena di mistero che unisce gli antichi culti africani con il cattolicesimo, mescola il culto dei santi e delle reliquie con gli amuleti e le evocazioni dell’Africa antica ed è proprio questa mescolanza a renderla una religione unica, densa di storia , di stratificazioni e di amore verso l’aldilà come nessun essere umano occidentale del ventunesimo secolo si sognerebbe di immaginare.
Il fatto che nasca in Africa e poi si è diffonda New Orleans dalla fusione delle tradizioni africane e della cultura creola, unendo credenze francesi, spagnole, cattoliche e native americane, e in seguito, una forte influenza haitiana lo rende una sorta di catalogo di colori e aromi che ci riporta ad un tempo antico e affascinante e chi si avvicina per la prima volta tende a viaggiare nel tempo e interiorizzare solo il meglio di quelle epoche passate.
Questo solo quando iniziamo a studiare la religione Vodoo: una volta che l’abbiamo assorbita non è più solo il fascino antico e storico a coinvolgerci e farci muovere emotivamente bensì il senso del sacro che si risveglia in noi del tutto separato dalla curiosità intellettuale e dal piacere dell’appassionato di storia: come per tutte le religioni non si tratta solo di cultura o di informazioni storiche ma è la nostra parte bambina che rinasce dentro il nostro cuore eliminando la naftalina e le ragnatele che solo un eccesso di razionalità e di metodo scientifico, che al giorno d’oggi quasi tutti considerano il valore assoluto, ovvero il padrone numero uno di ogni nostra parte del corpo, parti che hanno nascosto e relegato in un piano inferiore.
Il Vodoo di New Orleans ti obbliga ad incollare nel tuo spirito la convinzione che gli spiriti possano interagire con il mondo fisico e che alcuni rituali possano evocarli, onorarli o comunicare con loro. La credenza fondamentale del vudù (chiamiamolo in salsa Americana) è che sia Dio e sia una varietà di spiriti (noti come loa o lwa) influenzino il mondo che ci circonda. I praticanti si connettono con questi spiriti attraverso riti che includono danza, musica, canti e talvolta serpenti.
I rituali spesso prevedono l’uso di amuleti, talismani, erbe e incantesimi, e si ritiene che aiutino a guarire, proteggere o superare le avversità. Il Vodoo è praticato a New Orleans dalla fine del 1700, quando gli schiavi dell’Africa occidentale e di Haiti furono portati nella regione e nel corso degli anni le loro credenze religiose si sono mescolate con le tradizioni cattoliche già presenti nella zona, dando origine al vodoo della Louisiana, noto anche come vodoo di New Orleans o voodò-cattolicesimo.
Storia e origini del vodoo a new orleans
Il Voodoo si basa su tre punti importanti: il Veve, il sacrificio e la possessione. I Veve sono simboli usati per invocare i Loa (Il Loa è uno spirito che fa da tramite tra Dio e gli umani). Il fascino del voodoo risiede dunque nella continua fusione tra il mondo dei vivi e quello dei morti al quale si accede attraverso spiriti, maschere, feticci, rituali e soprattutto intermediari ovvero gli sciamani.
Essendo una religione tramandata oralmente alle sue origini in Africa, vi sono delle differenze tra le varie regioni per quanto riguarda i vari riti. Il Vodoo è un nuovo modo di vivere: non riguarda soltanto la sfera religiosa perchè i suoi fedeli si mettono in contatto con gli spiriti delle divinità non solo per comunicare con i defunti ma anche per altri motivi come farsi predire il futuro.
La cosa più importante è che chi viene iniziato al Voodoo sarà protetto per sempre dagli spiriti e chiunque gli farà del male questo gli si ritorcerà contro. Inoltre protegge anche tutte le persone vicine all’iniziato. Il Vodoo Africano è quindi quello più antico dal quale si sono poi originate le diverse varianti e si basa sull’uso di erbe mediche e rituali per ingraziarsi le divinità.
Il Vodoo della Lousiana, ovvero quello di New Orleans, è un mix tra il voodoo di Haiti e il hoodoo ( un sistema magico diffuso nel sud degli Stati Uniti) La sua prima peculiarità è quella di prediligere le arti magiche e la pratica di questo rituale in Louisiana è legata in modo particolare alla figura di Marie Laveau: un personaggio chiave e assolutamente imprescindibile e importantissimo per chiunque voglia avvicinarsi al Vodoo!
Il magico mondo di marie laveau: la maga del vodoo
Marie Laveau Iniziò a praticare i rituali appresi dalla madre fin da bambina, ma soprattutto in seguito alla misteriosa morte del marito: lavorava come parrucchiera ma in un’altra stanza adiacente, accoglieva i clienti che volevano entrare in contatto con gli spiriti: lei è stata una vera religiosa, un’autentica maga e un’assidua praticante di voodoo.
Nacque libera, nel quartiere del Vieux Carré, nella cittadina di New Orleans, il 10 settembre del 1804 e morì il 16 giugno del 1881. Si sa poco della sua vita e il fatto che condividesse con le sue figlie il nome Marie ha reso difficile la ricostruzione della sua vita e della sua attività ma dopo la morte del marito sappiamo che iniziò una convivenza col giovane Louis Cristophe Dumesnil de Glapionche, che non poté però sposare a causa delle leggi che ostacolavano la “mescolanza razziale”.
Praticava rituali che mescolavano credenze cattoliche, come l’adorazione dei santi e della Madonna, con la fede negli spiriti africani: una mescolanza che potremmo considerare l’altra faccia del meticciato ma che nasconde il fascino assoluto dell’unione di due mondi che all’epoca non andavano certo d’accordo ma che ora possono considerarsi amici e che rappresentano in un certo senso anche l’unione tra il mondo scientifico e positivista da un lato e quello magico e sacro dall’altra (che non sono affatto nemici come certi filosofi hanno creduto ma sono due parti importantissime dell’essere umano).
Marie Laveau fu famosa non solo tra gli schiavi neri americani affrancati ma persino tra la comunità di bianchi della sua cittadina e alcune fonti certe raccontano che nel 1874 ben 12.000 spettatori, tra bianchi e neri, affollarono le rive del lago Pontchartrain per poter assistere alla celebrazione dei suoi riti in occasione della vigilia di San Giovanni.
La fama di Marie Laveau e l’alone di mistero creatosi attorno alla sua figura le hanno valso il titolo di “regina del Voodoo, Sua Maestà, la predicatrice dei Voodoo” e a lei è attribuito un libretto dal titolo “Black and White Magick”, pubblicato per la prima volta nel 1925, in cui si svelano i segreti della sua magia.
Essendo il voodoo è una religione che,come abbiamo detto, attinge ai riti e alle credenze del cristianesimo e alle antiche religioni africane arrivate in America su navi di schiavi provenienti dall’Africa meridionale, esistono diversi tipi di voodoo: quello praticato nello stato della Louisiana, quello a Cuba, in Brasile, a Porto Rico, ad Haiti e infine in Africa.
Marie Laveau praticava fin da ragazzina il voodoo della Louisiana, ma con influenze diversificate e ricucite secondo il suo gusto personale.
Era una bella ragazza dai capelli neri che amava coprire con copricapi di stoffa dai colori sgargianti, aveva una pelle ambrata e gli occhi dallo sguardo intenso, si era sposata all’età di 18 anni con un afroamericano libero di Haiti, Jacques Paris, col quale iniziò a praticare il voodoo.
Presto un’aura di mistero iniziò a circondare l’immagine di Marie Laveau a seguito della morte delle due figlie avute dal primo marito, del decesso del marito e infine della morte in circostanze misteriose del nuovo compagno Louis Christophe Dumesnil de Glapion.
Marie dunque aprì una sala come parrucchiera nel centro di New Orleans e qui si dice ricevesse le donne più in vista della città e oltre alle acconciature che realizzava offriva numerosi altri servizi come la realizzazione di bamboline voodoo, pozioni e mojo gris-gris, un amuleto africano che proteggerebbe dal demonio e porterebbe fortuna.
Ogni oggetto magico era prodotto ricorrendo a erbe, zucchero di canna, spezie, pietre stravaganti, ossa, capelli, e reliquie sacre.
Marie inoltre possedeva un serpente di nome Zombie, così chiamato in onore della divinità Damballah Wedo (conosciuta come “Grande Zombie” ) che era solita manifestarsi nelle vesti di un serpente.
I rituali includevano balli e canti e spesso avvenivano delle possessioni spiritiche.
Probabilmente Marie aveva acquisito le conoscenze delle sostanze che provocavano allucinazioni, malattie e morte da un personaggio enigmatico, un certo “dottor John”, noto anche come Bayou John: il principe John. Catturato in Senegal e portato negli Stati Uniti come schiavo, alla fine del XIX secolo era diventato il più importante “re voodoo” della città di New Orleans.
Marie ne aveva seguito l’esempio ed era diventata la donna più conosciuta, rispettata e temuta della città. Il potere di Marie era talmente grande che si affermava fosse in grado, con le sue maledizioni e i suoi rituali, di colpire persino la terza generazione di discendenti, ma era soprattutto celebre per la sua disponibilità ad aiutare chiunque le si avvicinasse e pregava persino per i condannati a morte o un semplice mendicante. Ogni volta che un prigioniero suscitava la sua compassione, Marie lavorava incessantemente per ottenere il suo perdono, o almeno una riduzione della pena, e quasi sempre ci riusciva. Organizzava i suoi rituali nella sua casa dove sul retro realizzava cerimonie invocando la divinità voodoo, ma anche sulle rive del lago dove si svolgevano le principali cerimonie durante le quali si cantava, si ballava, si suonava il tamburo e i partecipanti erano posseduti da un potente spirito.
Il cottage costruito dalla nonna divenne il luogo perfetto per dedicarsi ai riti voodoo. All’interno si trovavano altari coperti di candele, immagini sacre, ragazze che cantavano inni e naturalmente, al centro, Marie Laveau. I partecipanti non pagavano in denaro ma facevano un’offerta costituita da liquori, cibo e monete lasciate sopra un panno al centro della stanza. La predicatrice recitava una preghiera, poi salutava in direzione dei quattro punti cardinali e diceva: “In nome del Padre, del Figlio e dei Santi Spiriti -Holy Ghosts”.
Marie incontrava anche singoli fedeli e dava loro consigli riguardo ogni problema, dagli impacci lavorativi ai problemi di cuore e le persone che si rivolgevano a lei appartenevano a tutte le classi sociali, non erano di certo solo afroamericani o poveri incolti,anzi, un’ampia parte della società bianca era cliente fisso di Marie . Ciononostante all’epoca il voodoo non venne mai considerato una religione ufficiale, e le opere della Laveau venivano definite dai giornali come delle vere e proprie orge occulte, tanto da ritenere che Marie fosse pericolosa e da alcuni addirittura una donna da eliminare.
Il suo culto non fu mai accettato, complice anche il fortissimo odio razziale presente negli Stati Uniti in quel periodo storico.
La morte di Marie Laveau è ancora oggi avvolta nel mistero: Il 16 giugno 1881 il quotidiano di New Orleans aveva annunciato la notizia della sua morte all’età di 86 anni: La Laveau fu sepolta nel cimitero di Saint Louis Numero 1, il più antico cimitero cattolico di New Orleans, insieme ad altri membri della sua famiglia e il giornale “Un quotidiano della città l’aveva definita come una donna di grande bellezza, intelletto e carisma che era anche devota, buona e una geniale guaritrice”.
Ancora oggi la tomba di Marie attira moltissimi visitatori che disegnano sulle pareti della cappella tre X sperando così che lo spirito della donna defunta interceda per loro ed esprima ogni loro desiderio.
La storia di Marie Laveau ha ispirato moltissime canzoni, film e serie televisive. Una delle canzoni più conosciute è “The Witch Queen of New Orleans”, del gruppo Redbone, e “Marie Laveau”, del Dr. John, del 2004.
In televisione invece, Marie Laveau è stata interpretata da Angela Basset nella serie American Horror Story: “Coven” e “Apocalypse”.
Potremmo definire il tipo di voodoo praticato da Marie un voodoo ibrido diverso rispetto al passato dal momento che combina elementi cristiani e magia africana: In pochissimo tempo era diventata una donna potente e temuta che pratica i suoi rituali in zone diverse: nel giardino i riti magici, a Congo Square incontra i suoi seguaci mentre a Lage Portchartein avveniva l’iniziazione al voodoo.
In generale nel Vodoo i rituali precedono un codice ben preciso: musica e danza sono sempre presenti così come abiti cerimoniali, maschere Egun che simboleggiano gli spiriti dei defunti, uso talvolta di sostanze psicotrope . I feticci, le erbe e tutto ciò che viene impiegato cambia ogni volta in base a ciò che si vuole ottenere. Quello del Voodoo è un affascinante universo in bilico tra due mondi, che affonda le sue radici nell’essenza di un popolo, che si è plasmato, tramandato, evoluto attraverso le pieghe del tempo e dello spazio. Una sorta di stanza che risiede nell’anima, che mette in contatto con l’ignoto, con la parte più mistica e primitiva dell’essere umano.
Il sacro nascosto dentro noi… dov’è la chiave?
Dentro di noi, uomini scientifici e razionali del duemila, c’è una parte che si sente affascinata dal passato e dai suoi riti religiosi e cerca di documentarsi e sapere più cose possibili per ampliare le nostre conoscenze e sentire anche il piacere che ci regalano tante informazioni e tante tematiche così lontane dal mondo tecnologico dei nostri tempi .
Ma non c’è solo questa parte per così dire adulta e dotta del nostro io che ci fa tanto interessare del passato, ce ne è un’altra e questa altra è appunto collegata al bisogno del sacro, al desiderio inconscio (per dirla come Jung) di riavvicinarci al senso del divino, alla radice più intima della nostra parte emotiva e per metterci in contatto con questa parte nascosta è necessario ogni tanto stoppare e escludere il nostro mondo razionale e scientifico: fargli capire che non è il padrone del nostro corpo e dei nostri sentimenti ma semplicemente uno dei padroni ossia una della parti che ci compongono.
Una parte molto molto importante e indispensabile per vivere in questo mondo ma assolutamente non l’unica e non la più potente anche perchè se esistesse solo quella, noi esseri umani mortali saremmo condannati a considerare il sacro e il divino sempre come parti puerili e superate e dunque inesistenti: dei semplici accessori che appartengono ad un’epoca nostalgica che non c’è più e che se fosse ancora presente, ci renderebbe infantili e ingenui limitando la nostra capacità di gestire il contemporaneo….è un errore!
Abbiamo trattato il sacro solo come un vezzo intellettuale mentre stiamo leggendo un saggio di storia o guardando un documentario ritornando ad essere subito dopo delle persone dotate di sola razionalità e imbevute di eccessivo positivismo in quanto la nostra autostima e il nostro status sociale si sente gratificato solo mascherandoci in questa maniera….Il fatto è che non riusciamo ad ascoltare questa parte emotiva, la ridicolizziamo, non riusciamo a convincerci che questa parte va nutrita, protetta, rassicurata, medicata e soprattutto allenata e che se invece la lasciamo marcire, la deridiamo o la nascondiamo, dentro di noi questa sete di sacro creerà un vuoto incolmabile e ci ritroveremo degli adulti di 50 o 60 anni abili nel nostro lavoro, esperti di tecnologia o di intelligenza artificiale ma con gravi problemi emotivi che solo una rieducazione totale nel mondo magico potrà donarci.
C’è dunque una chiave dentro di noi per riaprire quella porta segreta che da troppo tempo i nostri amici, i nostri colleghi di lavoro, la nostra famiglia e i media ci hanno costretti a chiudere o a socchiudere per dare tutto il potere alla razionalità e allo spirito scientifico? Come in tutte le cose la chiave c’è ed è l’allenamento per riattivare questo muscolo che ancora abbiamo e che semplicemente non è stato più allenato.
Al di là di queste considerazioni soggettive e personali dal nostro punto di vista, al di là delle nostre o vostre idee del tutto rispettabili, vi invitiamo a rivalutare l’attenzione verso l’irrazionale, poiché forse non tutti i fattori umani possono essere oggi spiegati con la sola razionalità.
Come far rivivere il sacro tramite il vodoo nel ventunesimo secolo
Possiamo e dobbiamo fare in modo che la nostra anima rinasca, che la nostra parte preistorica sacra si risvegli, che i nostri istinti animali vengano in minima parte riaccesi, che il senso del magico che il nostro mondo moderno ci costringe ad abbandonare o a relegare solo al mondo pop dell’intrattenimanento e che abbiamo abbandonato dopo l’infanzia, che ciò torni a pulsare nel nostro corpo tramite i sensi e l’emotività,ma per farlo ci vogliono un allenamento e una ginnastica adeguata: coltivare una religione o un culto è la medicina migliore e il Vodoo che racchiude e mescola insieme l’Africa e il cattolicesimo è una ricetta perfetta per riscoprire il lato più nascosto di noi stessi e ricongiungerci con quella parte di noi che ancora c’è ma che è nella “cantina” del nostro cervello e nella “soffitta del nostro corpo. Il piacere genuino che proveremo risvegliando quelle parti segrete ci darà la forza di affrontare con maggior vigore le sfide della vita e possiamo garantire con certezza che non ci saranno contraddizioni nel vivere della società di oggi, soprattutto nel mondo occidentale.
Avvicinarci a vecchi e antichi culti, interessarci al mondo magico ed esoterico, ai rituali di magia, alla divinazione , alla connessione con spiriti guida o anime dei defunti, dei nostri avi, ci aiuterà a riappropriarci della parte magica di noi stessi e del mondo circostante, riscopriremo che serve dare valore a certi simboli a certe pratiche, il potere rinfrescante della preghiera e delle invocazioni.



